Recensioni: Cutterland

Cutterland è un gioco di strategia molto innovativo che potrebbe presto giungere sui nostri tavoli direttamente dalla Russia (con amore è il caso di dirlo), sempre che il suo editore riesca a trovare i partner interessati per la pubblicazione anche nel nostro Paese. Ne ha già individuati in America e in Germania, al momento. A ogni modo, avendo avuto la possibilità di provarlo, è un’occasione da non perdere per parlarne qui in anteprima.
 




  • Titolo: Cutterland
  • Autori: Nikolay Zolotarev
  • Editore: Hobby World
  • Genere: costruzione del territorio/puzzle/fantasy
  • Numero Giocatori: 2-4
  • Durata: 40 minuti
  • Dipendenza dalla lingua: bassa (solo nel regolamento, disponibile solo in inglese)
  • Illustratori: Uildrim

In Cutterland i giocatori, per aiutare i novelli avventurieri ad affrontare draghi e altre creature fantastiche, dovranno munirsi di un’arma speciale: le forbici! Infatti sarà loro compito modellare la propria terra per far sì che venga popolata dai mostri e pericoli nella maniera più agevole per gli avventurieri che li affronteranno.

 

 

 

 

  

Si comincia: diamoci un taglio! (Materiali e confezione)
Fanno parte della componentistica: 160 carte paesaggio, 4 schede riassuntive, 1 libretto segnapunti, 58 token in cartoncino, il regolamento. È bene chiarire che le carte sono in effetti di una grammatura ben più leggera del consueto, ma capirete presto il perché!
Mancano invece le indispensabili forbici, di cui dovrete disporre voi in casa (ma non dovrebbe essere un problema!).
Ogni giocatore potrà contare, all’inizio del gioco, su una certa quantità di carte paesaggio, di grandi dimensioni, composte da dodici quadrati di diverse tipologie di terreno e/o di creature stampate su di esse. La disposizione a scacchiera dei vari elementi sulle carte fa sì che queste possano essere ritagliate seguendo percorsi ortogonali in modo da creare dei polimini simili ai pezzi del Tetris, che potranno pertanto generare diversi incastri nel loro essere poi posizionati a terra.
Tra gli elementi presenti sulle carte abbiamo dei paesaggi (pianure, paludi e mari), alcune creature (centauri, draghi, goblin, rane, kraken, tartarughe marine) e infine diversi tipi di bonus (muri, ponti, torri).

  

Sarete “tagliati” per questo gioco? (Descrizione del gioco)
Dopo aver distribuito la mano iniziale (di tre o quattro carte, a seconda del numero dei giocatori), il gioco prosegue in quattro fasi: costruire il territorio, calcolare i bonus, cacciare, inaugurazione finale. Nella prima (la costruzione del territorio), ciascuno a turno sceglierà una carta dalla propria mano e la taglierà in un numero di parti pari al numero dei giocatori.
Poi, a partire dal giocatore alla sua sinistra e procedendo in senso orario, ciascuno sceglierà uno dei pezzi così ottenuti e lo posizionerà nella propria area di gioco, a formare il territorio, seguendo delle semplici regole di posizionamento per adiacenza.
Il pezzo scelto potrebbe contenere, oltre a diverse tipologie di paesaggio, anche l’icona di creature o di bonus, come la torre, il muro o il ponte. Se è questo il caso, il giocatore prenderà anche il relativo token di cartone che rappresenta tali elementi, che potranno essere conservati per il punteggio finale o utilizzati più avanti nello svolgimento della partita.
Dopo che tutti hanno scelto e posizionato un elemento del territorio, le forbici passano di mano in senso orario e si ha un nuovo giocatore attivo che taglierà a sua volta una delle proprie carte nelle forme che preferisce e così via, finché tutte le carte non saranno state tagliate, e i pezzi distribuiti e posizionati.
Finita questa fase, la successiva, molto rapida, prevede che ciascuno decida se e dove posizionare gli elementi bonus, cioè i muri, i ponti e le torri. Tutto ciò che non viene utilizzato garantirà 1 punto vittoria a fine partita.
Alla fine del posizionamento di tutti i ritagli di territorio scelti e degli elementi bonus, si passerà alla terza fase, cioè quella della caccia. Gli elementi con i quali avrete costruito il vostro territorio entreranno in sinergia tra di loro, generando una spietata caccia tra animali feroci e avventurieri impavidi: i kraken mangeranno tutte le creature a loro adiacenti, generando 2 punti vittoria per creatura divorata in questo modo, i draghi genereranno 7 punti per ogni tipologia di terreno collegata in cui si trovano esattamente due di essi, i goblin genereranno punti a seconda del loro numero su ciascuna tipologia di terreno collegata… e così via, seguendo lo schema riassuntivo presente sulle schede per i giocatori.
Chi avrà totalizzato il maggior numero di punti sarà decretato vincitore nella quarta, e ultima, fase: quella dell’inaugurazione.

  

Strateghi, affilate le forbici…ehm, le menti (esperienza di gioco)
La strategia che questo gioco sottende è nella scelta del tipo di ritaglio da operare sulle proprie carte: infatti così facendo si metteranno insieme elementi che, andando a interagire tra loro, potranno far guadagnare o perdere punti ai giocatori, tenendo presente che si è sempre costretti a scegliere un pezzo e a posizionarlo. Bisogna essere quindi abbastanza lungimiranti da organizzare bene il proprio spazio, e sufficientemente cauti da non mettere in gioco polimini di territorio che potrebbero avvantaggiare gli avversari (che, lo ricordo, scelgono sempre per primi).
Anche la scelta (o l’offerta) di tessere paesaggio con eventuali bonus potrebbe rivelarsi fondamentale: i muri e i ponti servono a dividere o unire delle zone del paesaggio, mentre le torri vengono utilizzate per isolare una creatura da eventuali predatori.
Alla fine della partita, chi avrà saputo scegliere più astutamente le strategie di ritaglio e piazzamento, sarà premiato da una migliore sinergia degli elementi che avrà messo in gioco e che gli garantiranno gli agognati punti vittoria.
Quello che ho maggiormente apprezzato giocando Cutterland è la velocità delle partite. Naturalmente non bisogna mai sottovalutare la presenza di giocatori affetti da paralisi da analisi ma, trattandosi di un prodotto che si presenta con una grafica cartoonesca (per la precisione, in stile pixel art) e che invita intrinsecamente al divertimento piuttosto che allo scervellamento (grazie all’uso sfrenato delle forbici) direi che il rischio che qualcuno lo prenda “troppo sul serio” è abbastanza basso.
Ma ciò non toglie che Cutterland si possa prestare anche a un approccio serio e strategico, poiché è ricco di elementi altamente sinergici che dà soddisfazione far fruttare nel miglior modo possibile.
Va segnalato infine che il regolamento propone anche una variante per giocare utilizzando i pezzi di carte tagliate durante partite precedenti, in modo da non sprecare nulla. Si tratta di una modalità che lo stesso autore segnala come “poco testata” e che effettivamente cambia un po’ sia l’esperienza di gioco che il senso di novità e coinvolgimento che si prova con la versione “originale”. Tuttavia è sicuramente una strategia di longevità da non sottovalutare.

  

La catarsi passa a fil di forbice (Considerazioni finali)
Cutterland è un gioco divertente e veloce con una buona profondità strategica. Originale e ben curato nella grafica, ha forse solo il difetto di sembrare un legacy a esaurimento che possa prima o poi lasciare a bocca asciutta per mancanza di carte. Tuttavia, per contro, questa meccanica di tagliare i componenti di gioco per dare forma alla propria plancia e nel contempo costringere i propri avversari a prendere scelte strategiche, si rivela abbastanza innovativa nel complesso (se non consideriamo il fatto che ci sono comunque altri giochi basati sulla scelta esclusiva di pezzi/componenti) e – a parer mio – è stata sfruttata bene, inserendola in un gioco veloce e non troppo calcoloso.
Va ricordato altresì che è in arrivo in italiano un altro gioco, ClipCut Parks, in cui si tagliano pezzi di paesaggio e che è molto simile a questo nel concetto.
Buoni i materiali, anche se l’assenza di linee guida per il ritaglio a volte mette in difficoltà coloro che sono poco precisi. Davvero trascurabili i difetti, di fronte alla possibilità di potersi sfogare finalmente nel deturpare delle carte da gioco, tagliandole violentemente a colpi di forbici. Una esperienza liberatoria, quasi catartica dopo anni passati a imbustare, proteggere, venerare gli elementi dei giochi che affollano le nostre collezioni.
Quindi potrei concludere dicendo: a voi la scelta su che “taglio” dare alle partite!
In ogni caso la rigiocabilità è garantita così come la longevità intrinseca, dato l’elevato numero di carte presenti nella scatola. Quando le avrete terminate potrete acquistare le “ricariche”: appositi mazzetti in vendita a un costo decisamente minore che daranno nuova linfa alle vostre ambizioni di sforbiciatori di terreni. Al riguardo esiste il pacco di 80 carte “Classic”, che sono le stesse della scatola, oppure il pacco alternativo “Mashroom”, con una nuova creatura fungoide.
Un po’ confuso ci è risultato il regolamento.

  

Pro
- Liberatorio e spensierato
- Veloce
- Gradevole la pixel art

Contro
- Materiali a esaurimento
- Regolamento confuso
- Mancano gli indicatori di ritaglio sulle carte