Reportage: PLAY 2021 - Impressioni di Gioco - Parte 5

Impressioni di Gioco - Play 2021 - Parte 5I giochi provati a PLAY 2021 sono stati davvero parecchi! E anche in questa occasione, tra una novità e l’altra, c’è stata la possibilità di provare qualche gioco che dovrà aspettare qualche tempo prima di arrivare sugli scaffali dei negozi. Oggi, per le nostre impressioni di gioco, vi parliamo di:

- Bees: Il Reame Segreto
- Farmerstein
-Khora
- Project L
- Shifting Stones
 




Bees: il Reame SegretoBees: il Reame Segreto (editore: Dal Tenda)
Impressioni di gioco di: Enrico Procacci
 
Aspettative iniziali: 3 di 5 (il segmento dei giochi più leggeri è recentemente preso d'assalto dalle uscite, Bees era solo uno dei tanti)
Magnetismo del tavolo: di 5 (le illustrazioni splendide sono state aiutate dal grande poster a muro del regolamento)
Rapidità di comprensione: di 5 (ho già detto che le regole sono tutte scritte in un poster?)
All'atto pratico: di 5 (la partita in due è stata gradevole)
Retrogusto: di 5 (un gioco forse non innovativo, ma dove tutto è al suo posto)
 
"Gemme" di polline in quattro colori e illustrazioni che, con l'esclusione dei più entomofobici tra noi, non possono non attirare l'occhio per la loro bellezza: il primo approccio al tavolo è sicuramente ottimo. Le regole sono piuttosto rapide da assimilare, e hanno l'accortezza di non creare alcun tempo morto: a turno ogni giocatore seleziona una carta che gli consentirà di ottenere del polline colorato, ma allo stesso momento ne donerà anche agli avversari. Il fluire delle gemmette sembra davvero quello, caotico ma poetico, delle api che volano di fiore in fiore all'alveare. Il polline si paga per ottenere gli obiettivi che donano i vari punti. Semplice, piacevole, la partita scorre con il giusto equilibrio tra fortuna, interazione e strategia. Mi piacerebbe riprovarlo in più giocatori e con la variante per esperti che genera nuove modalità per fare punti e persino nuove modalità per vincere la partita.

FarmersteinFarmerstein (editore: Giochi Uniti)
Impressioni di gioco di: Daniele Silvi
 
Aspettative iniziali: 1 di 5 (Del gioco non sapevo nulla tranne il nome)
Magnetismo del tavolo: 3 di 5 (pochi materiali, essendo un gioco di carte, per di più visionato in versione prototipale)
Rapidità di comprensione: 5 di 5 (il regolamento è immediato)
All'atto pratico: 5 di 5 (gioco veloce e divertente. Molto interattivo e coinvolgente)
Retrogusto: 4 di 5 (Finita una partita se ne vorrebbe iniziare subito un’altra e portarlo agli amici)
 
Farmersteinè un gioco di carte veloce e divertente che nasce dalla fusione di due precedenti progetti del trio degli autori. Un grande lavoro preparatorio ha dunque accompagnato l’uscita di questo prodotto (prevista per Novembre). Uno scienziato pazzo vuole conquistare il mondo e decide di farlo in una maniera piuttosto inusuale: decide infatti di creare un esercito di mostri derivanti dalla mutazione genetica di alcuni ortaggi. I giocatori sono chiamati ad aiutare lo scienziato raccogliendo gli ortaggi e sottoponendoli all’agente mutageno. Il gioco è costituito da un unico mazzo di carte di svariate tipologie di ortaggi, che si differenziano per tipo e per colore. I giocatori ottengono punti vittoria formando dei set di mostri in base a carte obiettivo pescate ad inizio partita. Chi prima degli altri completerà il proprio obiettivo sarà il vincitore. I materiali sono ben curati e le abilità speciali di ogni singola carta sono estremamente interattive e divertenti. Le carte sono ciascuna ispirate ad un b-movie horror degli anni ’80 di cui nel regolamento si approfondiscono le motivazioni. La mia esperienza al tavolo è stata estremamente divertente, soprattutto per l’interazione che ci ha visti fare dei colpi bassi a suon di ravanelli e zucche in continuazione. Non vedo l’ora di poterlo acquistare.

khoraKhora (editore: Mancalamaro)
Impressioni di gioco di: Enrico Procacci
 
Aspettative iniziali: 4 di 5 (un buon gioco di civilizzazione è sempre gradito)
Magnetismo del tavolo: di 5 (tabellone chiaro, carte bene illustrate)
Rapidità di comprensione: di 5 (regole assimilate in fretta senza problema...)
All'atto pratico: di 5 (...se non fosse che una importante regola l’abbiamo capita tutti male)
Retrogusto: di 5 (il sistema di gioco mi è piaciuto, vorrei riprovarlo con le giuste regole!)
 
C’era qualcosa che non andava, a fine partita ne ero certo. Ci siamo alzati dal tavolo palesemente a disagio. Nel caos della fiera, però, non c’era tempo per soffermarsi troppo su un unico titolo, motivo per cui ognuno di noi è andato all’assalto della successiva demo. Eppure, non ho dimenticato: giunto a casa ho finalmente avuto soddisfazione e ho trovato che, sì, tutti noi avevamo sbagliato la regola base della gestione delle risorse. Peccato, perché la partita prometteva bene: non altissima l’interazione, nonostante obiettivi e bottini comuni, ma comunque una buona soddisfazione nella creazione del “motore” economico (o bellico, o relativo alle altre track del gioco) che avrebbe fatto sfoggio di sé negli ultimi turni. Più che un “trailer”, insomma, la demo è stata giusto un “teaser” di quello che è l’esperienza finale. Nonostante tutto il suo obiettivo l’ha ottenuto: vorrei proprio rigiocare Khora! Non escludo che, quando arriverà finalmente nei negozi, possa decidere di farlo mio, anche solo per soddisfare la curiosità che ormai alberga dentro di me...
  
Project LProject L (editore: Asmodee Italia)
Impressioni di gioco di: Ivano Franzini 
 
Aspettative iniziali: 4 di 5 (avevo seguito i kickstarter dell'editore)
Magnetismo del tavolo: di 5 (componenti colorati e altri eleganti, ma non sufficientemente grandi da spiccare)
Rapidità di comprensione: di 5 (va giusto fatta mente locale sulle azioni)
All'atto pratico: di 5 (scorre senza intoppi)
Retrogusto: 4 di 5 (l'ho comprato perché la soddisfazione anche dopo una singola partita era tangibile, ma ho dubbi sulla longevità)
 
Project L ė un gioco che a prima vista potrebbe essere confuso per un semplice puzzle game. Ebbene, non lo è assolutamente! La piccola scatola racchiude non pochi elementi di gestione delle azioni e di set collection per soddisfare un gran bel numero di appassionati. La spiegazione non è durata che qualche minuto e, una volta familiarizzato bene con le azioni a disposizione, piazzare elementi sui puzzle, comprarne dal mercato o completare quelli che si hanno davanti, la partita fatta è di fatto arrivata immediatamente nel vivo, senza dubbi o sbavature ed è stato subito chiaro che riempire il puzzle più complicato non sarebbe bastato ad avere la meglio. Più che graditi anche i materiali che, tra polimini plastici e fustelle a doppio strato, restituiscono un'ottima sensazione tattile e restano puliti ed eleganti nella concezione. Resta solo una piccola riserva sulla longevità nel lungo periodo, specialmente in caso venga intavolato spesso. 

shifting stonesShifting Stones(editore: Studio Supernova)
Impressioni di gioco di: Enrico Procacci
 
Aspettative iniziali: 3 di 5 (non conoscevo il titolo)
Magnetismo del tavolo: di 5 (la presenza della versione gigante non passava inosservata)
Rapidità di comprensione: di 5 (l’unico dubbio è: perché il punto di vista univoco?)
All'atto pratico: di 5 (dopo una difficile partenza, lo svantaggio accumulato si è rivelato eccessivo per puntare alla vittoria)
Retrogusto: di 5 (un simpatico titolo dai buoni materiali)
 
Mi piace quando un gioco riesce a evidenziare immediatamente dove intende generare tensione: già dalla spiegazione (fattaci dal visitatore che ha provato il gioco prima di noi, tanto è semplice il regolamento!) è chiaro che bisognerà ben ponderare se usare le carte per tentare di ottenere la posizione ivi raffigurata (e i corrispondenti punti) oppure scartarla per guadagnare una “mossa” sul tabellone, allo scopo di conquistare gli altri obiettivi. Difficile parlare di bilanciamento dopo un’unica partita, ma l’aver dovuto faticare due turni per fare gli stessi punti ottenuti da una sola carta dall’avversario mi ha fatto penare non poco all’inizio. Rimane comunque un gioco simpatico e con buoni materiali, ma vorrei vederlo più lungamente all’opera per poterne stimare meglio l’effettiva aleatorietà.