Interviste: Giochi Uniti ci parla della titanica localizzazione di Tainted Grail

All’epoca del lancio su Kickstarter di Tainted Grail: The Fall of Avalon, la bandierina italiana che la Awaken Realms inserì nella pagina trasformò subito in certezza la speranza che i quasi 1500 sostenitori italiani riponevano nella possibilità di poter giocare, nella propria lingua, l’epica esperienza narrativa offerta da questo mastodontico progetto ludico. Ma solo da pochi giorni la nostrana Giochi Uniti ha ufficializzato la propria partnership su questo progetto.
L’attività di localizzazione si prospetta come un’impresa veramente titanica: si parla di oltre 100.000 parole distribuite tra le migliaia di carte, le centinaia di pagine che compongono libri narrativi e manuali, e tutti gli altri materiali indispensabili alla gestione di questo enorme storytelling interattivo, attraverso cui si snoderà la nostra esplorazione del mondo di Avalon.
Per conoscere di più su come Giochi Uniti si sta preparando ad affrontare questa impresa, abbiamo intervistato Stefano De Carolis, che in quanto Strategic Planner di questo storico editore è forse il migliore interlocutore per raccontarci cosa possiamo aspettarci nel nostro ruolo di giocatori-consumatori.




Gioconomicon: Ciao Stefano, innanzitutto grazie per la tua disponibilità. La prima domanda è strettamente legata alla dimensione dell’opera. Come mai Giochi Uniti ha deciso di farsi carico di un impegno che non tutti si sono dichiarati pronti a prendere?

Stefano De Carolis: Giochi Uniti ha scelto di prendersi cura della localizzazione di Tainted Grail: The Fall of Avalon perché lo ritiene un prodotto di altissimo profilo, che ben si affianca a una serie di titoli altrettanto validi già presenti nel nostro catalogo. Data la complessità del progetto, siamo consapevoli che non sarà un’operazione semplice. Tuttavia, è una sfida che raccogliamo volentieri, nella convinzione di avere strumenti e competenze per poter fare un buon lavoro. Inoltre non volevamo che la comunità dei giocatori italiani fosse privata del piacere di godere nella propria lingua di un’esperienza ludica così interessante.

Gn: Come vi siete organizzati per il lavoro di traduzione?

SDC: Nel corso degli anni, Giochi Uniti ha maturato una esperienza ampia e variegata per quanto riguarda le localizzazioni. Tainted Grail: The Fall of Avalon non è il primo progetto complesso su cui abbiamo l’onore e l'onere di lavorare.  Ricordo, per esempio, Mage Knight: Ultimante Edition e Descent. Inoltre, anche tramite la localizzazione di Pathfinder, la celebre linea di giochi di ruolo, Giochi Uniti ha avuto l’opportunità di fare esperienza per quanto riguarda la localizzazione di ambientazioni complesse e dotate di una notevole profondità narrativa. In alcuni casi ci sono stati anche piccoli problemi, ma Giochi Uniti se ne è sempre assunta la responsabilità e ha ascoltato le esigenze dei propri clienti per risolverli al meglio.
In questo caso, alle dimensioni dell’impegno si aggiunge l’importanza del fatto che siamo di fronte a un titolo verso cui la comunità di giocatori nutre grandi aspettative. Per questo abbiamo riteniamo opportuno prendere accorgimenti speciali. Nello specifico, è stata creata una squadra di lavoro composta da professionisti del settore noti per la comprovata affidabilità. Inoltre, nella gestione della fase di revisione non ci risparmieremo dal mettere in campo più risorse di quanto accada in via ordinaria.
Detto in altri termini, il tempo e le risorse che impiegheremo per ricontrollare il lavoro più volte di quanto normalmente facciamo nei nostri cicli di produzione, sarà in questo caso considerato un investimento piuttosto che un costo di progetto. Il nostro scopo ultimo sarà offrire la massima qualità, riducendo quanto più possibile ogni rischio di errore.
Infine, c’è l’intenzione di coinvolgere maggiormente la comunità di giocatori che si raccoglie attorno a questo progetto. Naturalmente, questo non esclude nessuna responsabilità da parte nostra come editori ma pensiamo che per un gioco di questa portata, basato sulla creazione cooperativa di una narrazione epica, possa essere un esperimento interessante creare maggiore sinergia tra editore e appassionati già prima della data di uscita del prodotto.
Su questo punto invitiamo tutti gli appassionati a seguirci sui nostri canali ufficiali, dove più avanti saranno fatte delle comunicazioni in merito.

 

Gn: Quali fattori ritenete maggiormente critici in questa operazione?

SDC: Come detto, non si tratta di un lavoro semplice. In primo luogo, l’enorme quantità di testo richiede tempo affinché possa essere correttamente “metabolizzata” dai traduttori e ancor più tempo per essere revisionata. In secondo luogo, è necessario creare una squadra di lavoro che sia capace di lavorare all’unisono. In terzo luogo, data l’enorme rilevanza del ruolo che l’ambientazione riveste nel caso di Tainted Grail: The Fall of Avalon, la semplice traduzione potrebbe non essere sufficiente. Occorre infatti ricreare quell’ambientazione senza perderne l’effetto coinvolgente, l’emozione che il senso di scoperta sarà in grado di generare negli avventurieri giocatori.

 

Gn: La domanda delle domande: allo stato attuale, che tempistiche sono previste?

SDC: Sotto questo profilo, per il momento posso solo dire che il nostro lavoro si svolgerà in parallelo con quello di Awaken Realms. Pertanto, ci rimettiamo alle comunicazioni ufficiali che sono state fatte tramite i loro canali di comunicazione. Come localizzatori, il nostro impegno sarà quello di rispettare le scadenze che ci sono state date per la consegna dei file. Dopodiché, sarà compito dell’editore internazionale occuparsi della fase produttiva, nella convinzione che abbiamo a che fare con professionisti del settore che si sono guadagnati una meritata fama con titoli di grande impatto e che hanno tutto l’interesse a non deludere i propri sostenitori.

Ringraziamo ancora Stefano De Carolis per averci concesso questa intervista esclusiva e restiamo in fremente attesa di poter giocare a questo che sembra essere uno dei titoli di punta del prossimo anno!