Anteprime: Forgotten Waters - ai confini del mare con Plaid Hat

Le vele gonfie di vento spingono la nave, che quasi vola sull’acqua cristallina sotto il cielo azzurro, mentre il fasciame canta note discordanti con l’equipaggio di canaglie che abbiamo scelto personalmente, e il nostro capitano ringhia ordini per governare la ciurma. Bella la vita del pirata, eh? E gloria e ricchezze al nostro capitano, a patto che lui ne porti tante anche a noi...




Forgotten Waters è l’ultimo titolo della Plaid Hat, già in preordine sul loro sito web e in uscita ad aprile (pandemia permettendo). Ideato da Mr. Bistro, J. Arthur Wellis e Isaac Vega, questo nuovo gioco si basa sulla meccanica "crossroads" (già vista nel loro Dead of Winter) e vede da 3 a 7 pirati di lungo corso cooperare per completare lo scenario scelto (ce ne sono 5); ma attenzione: ogni giocatore dovrà anche cercare di completare i 5 eventi costellazione riportati sulla sua scheda, dato che vinceranno tutti quelli che riescono a completarne almeno 4 – andando poi a scoprire quale sarà il loro destino alla fine della sessione.

Forgotten Waters si gioca tramite un’app, che permette di svolgere diverse funzioni (tra cui quella di salvare il gioco quando si finisce la prima parte di uno scenario, il che è comodo se dovete sospendere la sessione); ma non per questo la Plaid Hat lesina sui componenti fisici: tra tasselli, segnalini e carte, ma soprattutto il pezzo più cospicuo del gioco, il grande libro dei luoghi, che illustra le varie località in cui svolgeremo gli scenari, ciascuna provvista di sfide e compiti da assolvere. Ogni partecipante ha inoltre una propria scheda, che ne riporta i dati essenziali per il gioco: le abilità, la storia (da completare a cura del giocatore), gli eventi costellazione da affrontare, e la tabella di fine partita che ci indicherà quanto bene (o male) abbiamo fatto.
Se una sfida si svolge via app sulle pagine del libro dei luoghi, sul tavolo ci saranno comunque altre plance: una per ogni ruolo (cannoniere, primo ufficiale, etc.), più una mappa che andrà popolata in base allo scenario scelto. Ogni giocatore riceverà quindi la propria plancia, un dado a 12 facce, uno standup del suo pirata, e il proprio segnalino infamia che verrà posizionato sulla plancia del quartiermastro, perché costui tiene, come si sa, conto delle cattive azioni compiute dai compagni. Le carte e i segnalini vengono poi divisi nei relativi mazzi e pile, e si può iniziare la nostra incursione piratesca nel mondo delle Forgotten Waters.

La partita è divisa in round, ciascuno dei quali viene giocato su una specifica pagina del libro dei luoghi, ed è diviso in tre fasi. Nella prima (pianificazione), scandita da un conto alla rovescia, i giocatori devono scegliere una tra le azioni disponibili nel posto in cui si trovano, senza leggere tutta la descrizione, ma solo il titolo e il tipo di azione. La seconda fase (risoluzione) vede risolvere le scelte, in ordine numerico e partendo dal pirata con più infamia. Infine, nella terza fase (fine round) si deve leggere il relativo paragrafo nella pagina. Quando si passa a una nuova pagina, si inizia immediatamente con la fase uno, senza mettersi a leggere tutte le possibili opzioni. La partita può finire in diversi modi: se la nostra nave perde tutti i punti scafo, affonda – e si muore tutti annegati. Sconfitta. Oppure, se lo scontento dell’equipaggio aumenta troppo, i giocatori vengono eliminati tutti durante un ammutinamento. Ancora sconfitta. Una terza possibilità è quando si pesca l’ultimo evento minaccia: i giocatori vengono sconfitti. Ma se si raggiunge la meta dello scenario, tutti i giocatori che hanno completato almeno 4 eventi costellazione (come detto prima) vincono, e vanno poi a vedere sulla propria scheda esattamente quale destino li attende.

Per risolvere le sfide, si ricorre a una prova di abilità: in breve, si lancia 1d12, si aggiunge il valore dell'abilità relativa alla sfida, e si va a verificare sull’apposita tabella a cosa equivale il risultato ottenuto. Durante la partita è anche possibile migliorare le proprie abilità, ottenere segnalini per rilanciare il dado, o subire una sventura (si tirano 2d12 e si deve scegliere il peggiore). Quando si guadagnano abilità, oppure se riusciamo a seppellire un tesoro, possiamo ottenere una stella della nostra costellazione; alcune di queste ci richiedono di risolvere un evento (ce ne sono, come dicevamo, 5 per ogni costellazione), condizione necessaria per vincere la partita.
Le numerose carte tesoro e storia, infine, possono fornire bonus e attivare effetti; le carte tesoro possono essere seppellite, come dicevamo prima, per ottenere stelle sulla nostra costellazione.

  

Dalla lettura del regolamento, Forgotten Waters sembra un gioco divertente e interessante (e anche relativamente rapido), in cui la collaborazione lascia comunque spazio agli obiettivi personali e al “minimo sindacale” di cattiveria verso i compagni di filibusta. I componenti sembrano ben realizzati, e la veste grafica del gioco ricorda le storie meno serie e più scanzonate di pirati come Guybrush Threepwood o Jack Sparrow; l’atmosfera, di fatto, sembra molto alla Monkey Island (e d’altronde uno degli autori non fa mistero della sua fonte di ispirazione), ma comunque occorre una ciurma ben organizzata per evitare di finire nel forziere di Davy Jones, o abbandonati su un’isola col rum, o comunque essere sconfitti dalla malasorte. Cinque scenari possono sembrare pochi, ma considerata la quantità di pagine nel libro dei luoghi, la rigiocabilità sembra decisamente elevata, e l’app certamente potrà essere arricchita con ulteriori contenuti in futuro. Per ora attendiamo che si alzi il vento e che la nostra nave prenda il largo, per navigare nelle acque dimenticate alla ricerca di favolosi tesori ed eventi incredibili, per diventare terribili pirati, e per divertirsi ancora una volta attorno a un tavolo coi nostri amici di filibusta. E chissà che prima o poi questo galeone non si riesca a intravedere anche sui nostri lidi. Ahrrrr!