Reportage: Play 2022 - Impressioni di Gioco - Parte 5

Un’altra sessione di impressioni di gioco da Play 2022! Anche questa volta un mix di anteprime che saranno lanciate sul mercato nei prossimi mesi e novità appena arrivate su gli scaffali. Oggi vi parliamo di :

- Bomber - Edizione Insuperabili
- Escape from New York
- Lucky Numbers
- Stranger Things: Attack of the Mind Flayer  
- Wolfenstein: The Board Game
 




BomberBomber - Edizione Insuperabili (editore: Mancalamaro)
Impressioni di gioco di: Enrico Procacci
 
Aspettative iniziali: 1 di 5 (subbuteo a parte, quali altri giochi dedicati al calcio sono rilevanti?)
Magnetismo del tavolo: di 5 (un semplice mazzo di carte)
Rapidità di comprensione: di 5 (push your luck con regole immediate)
All'atto pratico: di 5 (nella sua astrattezza, la partita di calcio c’è)
Retrogusto: di 5 (molto semplice, ma non manca di rigiocabilità)
 
Prima di tutto, si sceglie una delle tre squadre (che, scoprirò successivamente, hanno anche caratteristiche diverse). Dei sedici giocatori se ne scelgono undici, e le due squadre vengono mischiate in un solo mazzo. Da quel momento, si gira una carta e il turno è del giocatore che possiede quella squadra: può decidere se tirare (con successo se si ottiene meno o uguale del numero di palloni rappresentati sulle proprie carte scoperte) o passare. Chiaramente ci sono dei malus sia per i gol mancati che collegati ai gol subiti, motivo per il quale è importante scegliere il momento giusto per sferrare il calcio fatale. Non come ho fatto io, quindi, tergiversando troppo senza sfruttare quelle ultime occasioni che avrebbero potuto portarmi al pareggio… Bomber è un gioco molto semplice ma non privo di qualche accorgimento intelligente (come le abilità speciali delle carte) e di un minimo di gestione del rischio. Adatto ai più giovani, non necessariamente è da disdegnare se siete fanatici del gioco del pallone!

escape from new yotkEscape from New York (Pendragon Game Studio)
Impressioni di gioco di: Marco Signore
 
Aspettative iniziali: 4 di 5 (un gioco su Jena Plissken!)
Magnetismo del tavolo: 4 di 5 (grande colpo d’occhio, e c’è la miniatura di Plissken!)
Rapidità di comprensione: di 5 (comprensibili pur avendo giocato con regole avanzate)
All'atto pratico: 4 di 5 (se puoi giocare come Plissken… che altro chiedere?)
Retrogusto: 4 di 5 (in lista dei desideri senza dubbio. Plissken lo farebbe)

Il film cult1997: Fuga da New York portato sui nostri tavoli si è rivelato all’altezza delle aspettative che avevo. Va detto subito che il dimostratore ci ha fatti giocare con un livello di complessità maggiore rispetto al gioco base, aggiungendo infatti un quinto giocatore che controlla i nemici e la prigione-isola di Manhattan, ma nonostante questo, le regole sono state illustrate con chiarezza e abilità. Ci siamo immediatamente trovati nel vivo dell’azione (io controllavo il mitico tassista), e in poco tempo anche circondati dai prigionieri; e la comparsa di due su tre boss in un paio di turni ci ha dato altro filo da torcere - ma la cosa che più ci ha messo tensione è che pur essendo di base un cooperativo (libera il presidente, prendi la cassetta, fuggi da un ponte), di fatto ogni giocatore ha anche sin dall’inizio delle condizioni di vittoria personali segrete: non sai mai quando gli altri stanno per tradirti… ma d’altronde forse li tradirai prima tu! Ambientazione resa molto bene, e forse l’unico problema è che il quinto giocatore, l’avversario, allunga non di poco la partita, dato che effettua un turno dopo ciascun altro personaggio. Gioco davvero spettacolare, attendiamo la campagna di crowdfunding con ansia… dopotutto Jena lo farebbe!

Lucky NumbersLucky Numbers (editore: Mancalamaro)
Impressioni di gioco di: Enrico Procacci
 
Aspettative iniziali: 3 di 5 (lo avevo già giocato in edizione estera)
Magnetismo del tavolo: di 5 (i materiali constando solamente di quadrifogli con dei numeri)
Rapidità di comprensione: di 5 (poche regole e immediate)
All'atto pratico: di 5 (a me ha sempre divertito)
Retrogusto: di 5 (rimane però un gioco molto semplice e non troppo vario)
 
Lucky Numbers, come anche intuibile dal nome, è un gioco di gestione sul rischio che riguarda la “pescata” di numeri. L’obiettivo è creare un quadrato di numeri che abbia colonne e righe sempre crescenti: non è così semplice come sembra, motivo per cui sarà necessario prendersi dei rischi a un certo punto… stando però attenti a non favorire troppo gli avversari! In due la partita è durata appena cinque minuti, ed è terminata con una mia disfatta. Sicuramente un buon antipasto per qualcosa di più corposo, ma Lucky Numbers comunque nel suo piccolo ha un regolamento intelligente che rende significativa (quasi) ogni scelta.

Stranger Things: Attack of the Mind Flayer  (editore: Asmodee)
Impressioni di gioco di: Daniele Silvi
 
Aspettative iniziali: 4 di 5 (adoro la serie TV)
Magnetismo del tavolo: di 5 (Solo la scatola mi ha attratto)
Rapidità di comprensione: di 5 (Sono pochissime regole)
All'atto pratico: di 5 (Scorre bene ma nulla di originale)
Retrogusto: di 5 (Lo comprerei principalmente per collezione)
 
Stranger Things: Attack of the Mind Flayer riprende concettualmente giochi e meccaniche già viste, adeguandole chiaramente all’ambientazione, che però non è minimamente sentita. Durante la partita bisogna giocare carte nel tentativo di infettare (o di uccidere, a seconda della fazione di appartenenza) gli altri. All’inizio della partita sono presenti uno o più mindflyer e questi durante il gioco dovranno passare le loro carte infezione ai giocatori sani, quando il verificarsi di certi eventi gliene darà l’occasione. In realtà la quasi totalità della partita consiste nel pescare, rivelandola, una carta a turno da un mazzo centrale e poi assegnarla a qualcuno (non se stessi). Le carte sono di cinque tipi: il mindflyer, due carte di attacco e due carte di difesa. Se un giocatore accumula tre carte mindflyer diviene infetto, se accumula tre carte di attacco (identiche) allora muore ed esce dal gioco. Ci sono poi le carte difesa che servono ad annullare le carte attacco eventualmente accumulate. Quando il mazzo della pesca termina, allora termina anche la partita. Se tutti sono stati infettati, hanno vinto i mindflyer, altrimenti hanno vinto gli umani. Lo abbiamo giocato in sette, con persone non conosciute, e forse per questo non è ‘decollato’ come avrebbe dovuto. Credo che la discussione che prelude all’assegnazione delle singole carte sia una fase fondamentale che, nel nostro caso, non si è sviluppata molto bene. Sinceramente nulla di originale ma un bel prodotto per collezionisti.

wolfesteinWolfenstein: The Board Game (editore: Archon Studio)
Impressioni di gioco di: Daniele Silvi
 
Aspettative iniziali: 5 di 5 (Conosco perfettamente il videogioco)
Magnetismo del tavolo: di 5 (Tanta roba,… forse troppa?)
Rapidità di comprensione: di 5 (Molte caratteristiche, sia di personaggi che di armi)
All'atto pratico: di 5 (Muovi e mena ma con tanti calcoli da fare)
Retrogusto: di 5 (Da riprovare ma al momento non lo comprerò)
 
Non solo ero molto curioso di questo gioco ma addirittura ero tentato di comprarlo a scatola chiusa. Il videogioco l’ho giocato sin dagli albori e quindi sono molto legato alla storia e all’ambientazione. Purtroppo, complice la scomodità della fiera (e anche il piccolo spazio dove era apparecchiato), non me lo sono gustato come avrei voluto. Ho avuto l’impressione di aver giocato a Zombicide, inutilmente reso più complicato ma di certo non è questa la natura del gioco. Al tavolo eravamo in due e devo sottolineare la disponibilità del giovane dimostratore che ha persino rinunciato al suo pranzo pur di farci giocare. La dotazione di ciascun giocatore è molto ricca in termini di schede, carte e segnalini ma le plance in plastica rigida mi sono sembrate poco pratiche. Sicuramente grande attenzione al dettaglio (descrizione e caratteristiche di ciascuna arma) e bellissimi disegni delle tile…. Ma l’ho trovato calcoloso e un po’ rugginoso. Da riprovare, anche per verificare la solidità della campagna che invece si prospetta molto attraente.