Primo piano: Memoir ‘44 online fa dietro front sui prezzi

Quella di oggi è davvero una notizia insolita: uno dei maggiori produttori del settore ludico ha dato ascolto alle richieste dei giocatori, modificando di conseguenza una sua strategia commerciale.
I benemeriti in questo caso sono i responsabili di Days of Wonder che - con l’ultimo aggiornamento della beta di Memoir ‘44 online (della quale avevamo già parlato nei giorni scorsi) - hanno deciso di cambiare radicalmente la loro tanto contestata politica dei prezzi.




In effetti, Days of Wonder non ha fatto altro che semplificare un modello di pagamento fin da subito apparso troppo complesso e causa di non pochi malumori da parte degli utenti.
Il principio resta sempre quello del pay per play, ossia con scaricamento gratuito del software e pagamento anticipato di un tot di crediti che vengono poi spesi per ogni singola partita. Tuttavia, viene eliminata la necessità di pagare crediti aggiuntivi per “sbloccare” le unità speciali (partigiani, truppe scelte, corazzati pesanti...) presenti per il singolo scenario, uniformando il costo di ogni partita a 2 o 3 crediti per entrambi i giocatori. In aggiunta, scompare il fastidioso obolo di un credito aggiuntivo richiesto a coloro che preferiscono giocare in solitario contro l’intelligenza artificiale del programma (il famigerato “Johnny”, con la sua talvolta “sospetta” fortuna ai dadi...). Dulcis in fundo, per rimborsare gli utenti delle spese aggiuntive sostenute nelle settimane di vigenza del precedente modello, Days of Wonder ha regalato a tutti gli utenti 30 crediti più il 10% dei crediti eventualmente acquistati sul sito.

Paradossalmente, tranne che per i giocatori “solitari”, questa mossa non ha comportato una reale diminuzione dei costi (molti scenari già costavano 3 crediti, con tutte le opzioni attivate) ma ha posto fine a un esborso che molti giocatori ritenevano nella sostanza ingiustificato, dimostrando nel contempo che vi sono ancora dei produttori disposti a prendere sul serio il feedback ricevuto dai loro clienti.
Da parte nostra, dobbiamo fare i complimenti a Days of Wonder per la saggezza di questa decisione: non è da tutti ammettere un errore nelle proprie politiche commerciali e correre ai ripari con tanta celerità.