Recensioni: Hostage Negotiator

Il mio nome è… ma a chi interessa il mio nome! L’attenzione di tutti è concentrata sugli ostaggi: chi sono, quanti anni hanno, la loro famiglia e soprattutto perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Io lavoro nell’ombra, da solo. Tutta la mia attenzione è concentrata su luio, a seconda dei casi che mi affidano, su lei. Il mio maledetto antagonista, asserragliato in qualche buco di ufficio con una decina di vite che dipendono dalle sue scelte… e dalle mie! Una mossa falsa, una parola di troppo e quel bastardo spedisce qualcuno all’inferno! Chiunque lavori può commettere errori, lo so,  ma i miei sono più gravi dei vostri, perché io sono un Hostage Negotiator!




  • Hostage Negotiator
  • Autori: A. J. Porfirio
  • Editore: Cosmic Games
  • Genere: solitario ambientato
  • Numero Giocatori: 1
  • Durata: 30 minuti
  • Dipendenza dalla lingua: elevata (gioco completamente in italiano)
  • Illustratori: Kristi Harmon, Venessa Kelley, Chase Williams

Con due kickstarter alle spalle di discreto successo e una ricca serie di mini-espansioni, Hostage Negotiator è un gioco originariamente proposto dalla Van Ryders Games, piccola casa editrice particolarmente attratta dai temi polizieschi e dal gioco in solitario. L’italiana Cosmic Games lo ha portato sui nostri tavoli, localizzandolo nel nostro bel idioma e permettendoci di vestire gli originalissimi panni di un negoziatore di sequestri. Un’ambientazione che non mancherà di suscitare emozioni e tensioni durante le partite veloci e impegnative che questo solitario è in grado di offrire.
E visto il consenso che anche da noi sta raccogliendo la scatola base, Cosmic Games ha già annunciato le prime due espansioni, con nuovi sequestratori e nuove carte, che abbiamo avuto modo di provare in anteprima.
Saprete convincere il vostro antagonista a rilasciare gli ostaggi in suo possesso senza far loro del male e senza costringervi a ricorrere all’intervento degli SWAT?

  

Regola numero 1: incoraggiamenti minimi (Materiali e confezione)

La scatola di Hostage Negotiator è piccola (ringraziando il cielo!) e ben strutturata, grazie al termoformato interno che contiene ordinatamente i componenti di gioco, e che previdentemente è anche dotato di un alloggiamento per le successive espansioni.
Tra i materiali troviamo una plancetta in cartone resistente, che è il fulcro intorno al quale si sviluppa la partita. Purtroppo l’impostazione grafica non è delle più felici: sebbene origini da un intento più che condivisibile (fornire indicazioni a supporto dello svolgimento della partita), lo vanifica con delle discutibili scelte tipografiche (font piccoli e colori a basso contrasto) che la rendono praticamente illeggibile una volta posta sul tavolo. Non che le informazioni riportate siano indispensabili, essendo solo memorie di quanto descritto nel regolamento, ma averle a portata di mano aumenta l’usabilità del gioco, soprattutto in fase di apprendimento.
Quindici meeple gialli rappresentano gli ostaggi, mentre uno rosso indicherà il livello di minaccia del sequestratore e un segnalino azzurro a forma di balloon terrà traccia dei punti discussione disponibili.
Il mazzo di carte, di ottima fattura, ben illustrato e altrettanto ben tradotto, svolge funzioni diverse. Tra quelle che colpiscono di più l’immaginazione ci sono le carte dei tre sequestratori, personaggi che propongono sfide diverse, sia come difficoltà che in termini di “casi umani”. Qui il plauso va alla scelta delle storie dei personaggi che, caratterizzando drammi personali del tutto differenti, riescono a creare una buona empatia con il giocatore, di valore variabile in funzione del caso proposto.
Altro bel tocco narrativo è nelle Carte Discussione, che definiscono le scelte conversazionali che si prenderanno nel corso della trattativa. I 12 mazzetti in cui si suddividono le 22 carte sono caratterizzati da un incipit di contatto, che va dal “Restiamo calmi” al “Sto entrando per parlare”, passando per una serie di tentativi di estrazione degli ostaggi fino ad arrivare alle estreme conseguenze “A tutte le unità, fate irruzione, ORA!”. L’immedesimazione del giocatore viene enfatizzata con l’espediente di fornire in ogni carta anche la battura completa che il negoziatore userà al telefono, in un’escalation di decisioni sempre più tese e drammatiche che vi porterà a recitare voi stessi (anche se solo mentalmente) quanto viene detto al sequestratore di turno!
Ultimi, ma non meno importanti, ci sono cinque dadi in plastica, con simboli speciali profondamente incisi a garanzia di una leggibilità eterna; unica pecca, gli angoli non smussati, ma questa è una preferenza legata al gusto personale.
La scatola base offre tre sequestratori: Arkayne Massua è un terrorista che vuole trattare il rilascio dei suoi uomini, inizia con pochi ostaggi, non ha regole speciali ed è effettivamente il più malleabile dei tre; Edward Quinn è un padre che non avendo i soldi per curare suo figlio, sequestra un reparto di un ospedale, non è particolarmente sanguinario ma per convincerlo a liberare tutti gli ostaggi bisogna accumulare un numero impressionate di Punti Conversazione; Donna Scarborough è un’insegnante che ha perso la testa perché anche quest’anno non le hanno assegnato la cattedra che ritiene le spetti, ha sequestrato un’intera classe rendendo la missione impegnativa per la quantità di ostaggi da salvare, soprattutto a fronte di richieste che hanno spesso contropartite pesanti.
Ognuna delle due espansioni ha 16 carte, e oltre a un nuovo sequestratore introduce regole aggiuntive.
La prima propone Connor E. Ogden, un CEO che, appena silurato dal suo consiglio di Amministrazione, ne sequestra i componenti chiedendo di essere reintegrato nel suo ruolo; è un pazzo imprevedibile e pericoloso, che aggiunge nuove Carte Terrore e un nuovo tipo di Carte Discussione: il Complice Interno (in realtà è uno degli ostaggi che ci può aiutare nella trattativa).
La seconda espansione ci fa affrontare i gemelli Pedersen, una coppia di contrabbandieri che rappresenta forse la sfida più ardua tra tutte quelle finora proposte, perché eliminato il gemello “riflessivo” entra in gioco quello “iperviolento”! Oltre a nuove Carte Terrore, questa espansione introduce le Carte Decisione: al verificarsi di una certa condizione il Negoziatore deve scegliere tra due carte per quella condizione, optando tra due atteggiamenti del tutto diversi.
Inoltre, Cosmic Games ha preparato due carte promo, ciascuna con un’abilità una tantum a favore del Negoziatore, in modo da rendere un poco più semplice la partita. Le promo saranno distribuite gratuitamente insieme al bundle “gioco base più espansioni”.

  

Regola numero 2: comprendere le emozioni (Descrizione del gioco)

Il setup di Hostage Negotiator dipende dalla scelta di uno dei tre sequestratori: sulla sua carta è indicato il numero di ostaggi coinvolti, quante carte usare per le Richieste iniziali edi Fuga e il Livello di Minaccia con cui partire sulla plancia.
Si formano quindi i 12 mazzetti di Carte Discussione in ordine di costo di Punti Discussione, si prendendo in mano tutte le carte dal costo zero, poi si costituisce casualmente un mazzo di 10 Carte Terrore rosse e lo si completa mettendovi sotto una Carta Terrore dorata, che chiuderà la partita.
Da notare che tutti i mazzi che coinvolgono gli eventi del sequestratore (richieste e terrore) si compongono scegliendo a caso le quantità di carte necessarie da una riserva più ampia, a garanzia di sfide sempre diverse!
Lo scopo del gioco è liberare almeno metà degli ostaggi e catturare o eliminare il sequestratore e il suo complice.
S’inizia con la Fase di Discussione, nella quale si gioca la propria mano di Carte Discussione: ognuna rappresenta un passaggio della nostra trattativa. Si gioca una carta e si lanciano tanti dadi quanti indicati dal Livello di Minaccia attualmente esposto dal meeple rosso sul quadrante della plancia: più alta è la minaccia rappresentata dal sequestratore, minore saranno le probabilità che avremo di convincerlo e, quindi, i dadi da lanciare.
Nei dadi speciali solo le facce 5 e 6 danno risultati positivi (rappresentati da un distintivo di polizia), ma un 4 può essere convertito in un successo sacrificando due delle carte che si hanno in mano (come il simbolo sul dado ci ricorda).
Il risultato ottenuto si confronta con quelli indicati sulla carta giocata: si può aumentare o ridurre il Livello di Minaccia o i Punti Discussione a disposizione nel turno o anche il numero di dadi da usare in seguito, si possono liberare Ostaggi o vederseli eliminare davanti agli occhi, o addirittura si può far irritare il sequestratore al punto tale che concluderà la conversazione per il turno in corso.
Le carte che si hanno in mano possono essere giocate tutte o in parte, oppure se ne possono sacrificare alcune per ottenere altrettanti Punti Discussione da spendere nella fase successiva.
Sempre in questa fase, se delle Carte Richiesta del sequestratore sono state scoperte (cosa che si può fare giocando un’apposita Carta Discussione) si può decidere di concedergli quanto richiesto per ottenere un qualche vantaggio, ma questa operazione può costare dei Punti Discussione (per convincere il proprio Comando) oltre che, come in ogni trattativa, richiedere un’ovvia contropartita, che nel caso di Richieste Maggiori resterà in gioco attivando il suo effetto per ogni turno a venire, mentre nelle Richieste Minori si attiverà una sola volta, in quanto vengono scartate dopo averne risolto gli effetti.
Nella successiva Fase di Acquisto si usano i Punti Discussione accumulati per comprare nuove Carte Discussione, ma con due limitazioni: le carte appena giocate tornano disponibili solo dal turno successivo e i Punti Discussione non si possono accumulare da un turno a un altro.
La Fase Terrore prevede la risoluzione della carta in cima all’omonimo mazzo: di solito si presenta un evento negativo corredato spesso da un effetto secondario che fortunatamente si può disattivare scoprendo tutte le Carte Richiesta del sequestratore. Raramente però può capitare anche qualcosa di interessante, come la liberazione di qualche ostaggio.
L’ultima carta di questo mazzo, quella dorata presenta un fatto cruciale, che definisce l’evento conclusivo della trattativa e l’ultima possibilità di completare la missione.
Se il sequestratore fugge o uccide più della metà degli ostaggi, oppure se il mazzo Terrore termina, la partita è persa.

  

Regola numero 3: dialogare con domande aperte (Esperienza di gioco)

Superato il piccolo scoglio di un manuale strutturato non proprio bene (ma il gioco è semplice e non ci vuole molto per partire) ci si lancia nella prima partita.
Seguendo il consiglio dell’autore, partiamo con Arkayne Massua, che dovrebbe essere il sequestratore più trattabile! Ma scopriremo presto che non è facile come speravamo!
In Hostage Negotiator c’è una strategia di seguire, o meglio, una sorta di protocollo che simula un percorso di escalation nella gestione della relazione con il criminale di turno.
Le carte di maggior peso hanno un costo in Punti Conversazione veramente elevato e il fatto di dover azzerare il loro conteggio alla fine di ogni turno (che i punti siano stati spesi o meno) rende parecchio impegnativo tentare operazioni persuasive in grande stile o, alle brutte, optare per l’ultima spiaggia del negoziatore: l’irruzione armata!
Diventa quindi determinante gestire le risorse che si hanno in mano (le Carte Discussione) per cercare di ottenere risultati nel turno in corso ma, al contempo, preparare una riserva che consenta nei successivi di puntare all’acquisto di Carte Discussione più potenti.
E poi c’è la valutazione legata alla gestione delle Richieste del sequestratore: non accontentarle ci evita problemi una tantum o, peggio ancora per le Richieste Maggiori, ricorrenti una volta a turno, ma dobbiamo almeno conoscerle rapidamente perché così ci evitano di subire l’Effetto Secondario delle Carte Terrore.
Infine ci sono loro… i famigerati dadi! Contano parecchio, in verità, perché con i valori da 1 a 3 si fallisce e solo con 5 e 6 il successo è sicuro.
C’è qualche possibilità di gestire la sfortuna: come già detto, i 4 possono diventare successi se si hanno in mano due Carte Discussione da spendere, ed esistono due copie di una carta (anche economica, in verità) che permette di rilanciare un dado dopo un fallimento.
Si tratta di gestire risorse e operare delle scelte, ma se i lanci girano male c’è poco da fare… d’altronde, come vi può dire ogni Negoziatore d’esperienza (!),  quando incontri un interlocutore particolarmente instabile la missione può diventare veramente impossibile.
Fortunatamente una partita è veloce, coinvolgente e piena di tensione, tutte caratteristiche che spingono a ripetere immediatamente l’esperienza, nel disperato tentativo di concludere positivamente la trattativa con il sequestratore di turno.

  

Regola numero 4: usare le pause (Considerazioni finali)

L’esperienza in solitario è completa e appagante, e si capisce che questo è un progetto esplicitamente disegnato per essere giocato da una sola persona. Ma attenzione: ho detto “una sola persona” e non “una persona sola”! Perché come tutti i bei solitari che s’impiantano su storie appassionanti, Hostage Negotiator è sorprendentemente divertente anche da giocare insieme ad altre persone, con cui dividere la responsabilità delle varie scelte.
La forza diHostage Negotiator è nel suo essere particolarmente coinvolgente, perché sa cogliere gli elementi con cui l’immaginario comune definisce il ruolo del Negoziatore e li amalgama in modo brillante in un azzeccato set di meccaniche, proponendoci una sorta di simulazione di dramma della trattativa.
In questo gioco ci si sente subito soli: soli davanti alla responsabilità di salvare gli ostaggi, soli davanti al peso di operare delle scelte che possono rivelarsi sbagliate, soli davanti a un pazzo che non si saprà mai come potrà reagire.
In questo senso i dadi, e le fortunose dinamiche che inseriscono nella partita, fanno parte… del gioco (metaforicamente parlando).
Siamo davanti a dei sequestratori, gente disperata che ormai ha ben poco da perdere: non è legittimo aspettarsi che reagiscano con matematica certezza a un preciso stimolo!
Il nostro compito è dare corda e poi tirare, e di nuovo allentare, a seconda dei casi, fino  raggiungere l’obbiettivo sperato.
E se poi la partita finirà male, se ne potrà fare subito un’altra.
In questi casi ciò che conta, per me, è l’esperienza che un gioco sa dare, e davanti a questo genere di titoli mi pongo esattamente come davanti a un libro o un film: non devono necessariamente finire come vorrei perché possa dire che mi siano piaciuti!
Altro elemento di interesse è la rigiocabilità: per ogni sequestratore si costruiscono ogni volta combinazioni di Richieste (Maggiori, Minori e di Fuga) in modo casuale, stessa cosa avviene per il mazzo delle Carte Terrore, senza considerare la presenza di tre diversi personaggi nella scatola base e della disponibilità delle due prime espansioni, con altrettanti set di avversari (assai tosti!) che espandono ulteriormente le opportunità di sfida.

Per concludere, Hostage Negotiator è un titolo in cui il caso ha indubbiamente il suo peso, ma durante la partita non ci si sente mai privi di opzioni. Si può essere sfortunati, si può inveire contro la malasorte, ma fino all’ultimo si ha la sensazione di poter prendere delle scelte, e comunque di potersela giocare fino in fondo.
Naturalmente se siete per un approccio deterministico alle strategie di gioco, questo titolo potrà risultarvi frustrante, ma se amate il rischio e volete essere i soli protagonisti dell’avventura, gli unici da cui dipende il successo o la sconfitta, Hostage Negotiator è sicuramente ciò che fa per voi!

Pro
- Una bella esperienza in solitario, veloce e su un tema originale e intrigante
- L’uso del dado esalta l’imprevedibilità del comportamento del sequestratore
- La variabilità della configurazione rende le partite sempre diverse

Contro
- La plancia di gioco è poco leggibile
- Se odiate i dadi quando avete un controllo limitato del loro “volere”, può risultare frustrante