Recensioni: La Casa dei Sogni

Fin da quando ero più giovane sono sempre stato attratto da quelle riviste di architettura e interior design che mostravano bellissime immagini di case spaziose, luminose, accoglienti. La mia vita poi ha preso un'altra piega, tuttavia ho sempre apprezzato le case ben realizzate e arredate e finalmente, grazie a Klemens Kalicki posso mettermi nei panni di un bravo architetto e realizzare anch'io la mia casa dei sogni!
Fermi però! Posate quel compasso e chiudete AutoCAD! La questione è molto meno complicata di quanto possiate immaginare. 




  • La Casa dei Sogni
  • Autori: Klemens Kalicki
  • Editore: Asmodee Italia
  • Genere: gestione carte
  • Numero Giocatori: 2-4
  • Durata: 20 - 30 minuti
  • Dipendenza dalla lingua: moderata (gioco completamente in italiano)
  • Illustratori: Bartłomiej Kordowski

Uscito nel nostro Paese grazie ad Asmodee Italia, La Casa dei Sogni è un titolo che inspiegabilmente è rimasto un po' in sordina fino a che non è balzato agli onori della cronaca come finalista della scorsa edizione del Gioco dell'Anno. Ora che però finalmente siamo riusciti a testarlo adeguatamente, è giunto il tempo di rendergli i giusti meriti. Parafrasando Dante, "fu vera gloria?" Venite con me e lo scoprirete.

 

 

 

  

Arredare è l’arte di disporre le cose belle in modo confortevole [Billy Baldwin] (Materiali e confezione)

La scatola del gioco è quadrata e molto resistente. L'illustrazione di copertina, piacevole all'occhio e ben colorata, si pone un po' nel mezzo tra uno stile che richiama The Sims e tratti che ricordano i cartoni più recentemente in voga tra il pubblico dall'età più "verde", il che mi fa pensare a un tentativo di calamitare interesse anche dei (ma soprattutto delle) più giovani.
Aprendo il coperchio, sotto alle quattro grandi plance giocatore a forma di casa - resistenti e ben sagomate - troviamo il piccolo tabelloncino che ospiterà le carte e tutto il resto dei materiali ben alloggiato in un vassoio di plastica termoformata nera. Sempre in cartone pressato ci sono infatti 10 segnalini arredamento (tutti diversi tra loro nella forma) e 4 tasselli riassuntivi. Troviamo inoltre 2 mazzi di carte di piccolo formato, divise in 60 carte stanza e 48 carte speciali, un blocchetto segnapunti e un grande indicatore del primo giocatore di legno a forma di casa rossa.
La qualità dei materiali è veramente di alto livello: il cartone è resistente e anche le carte, tutto sommato danno la stessa sensazione (anche se io le ho imbustate). Anche le illustrazioni sono di ottima qualità e oltre a essere tante - le carte ne hanno quasi tutte diverse tra loro - sono armoniose, ricche di dettagli e nascondono anche simpatiche "sorpresine". I token arredamento tutti diversi e il packaging razionale e ordinato fanno infine da proverbiale "ciliegina sulla torta". Non c'è veramente nulla da eccepire, dunque, per quel che riguarda i materiali, se non forse la mancanza di una simbologia che semplifichi un po' gli effetti delle carte speciali.

  

Se ogni pezzo è perfetto la stanza diventa un museo senza vita [Nancy Lancaster] (Descrizione del gioco)

La Casa dei Sogni è un gioco da 2 a 4 giocatori che ci mette nei panni di persone intente a costruire la propria casa secondo le più consone regole di funzionalità e gradevolezza. Per farlo, dovremo scegliere carte dalla disponibilità del turno e disporle al meglio sulla nostra plancia personale, con l'obiettivo di ottenere - al termine della "costruzione" - il maggior numero di punti.
Il setup della partita è praticamente istantaneo: si tratta di dare una plancia per giocatore, mescolare entrambi i mazzi di carte, stanza e speciali, e scoprirne 5 delle prime e 4 delle seconde da disporre nei rispettivi spazi sul tabellone centrale, insieme al segnalino del primo giocatore nel suo spazio dedicato. Fine.
Le carte sul tabellone sono, come detto in due file orizzontali, una per le stanze e una per quelle speciali; per giocare, ciascuno al tavolo dovrà prendere una coppia di carte dal tabellone, scegliendo una carta stanza e prendendo anche la carta speciale posta al di sopra di questa. Una delle prime non ha però una corrispondente speciale che la sovrasta, ma permette di ottenere il segnalino primo giocatore per il round successivo.
Le carte stanza potranno quindi essere piazzate immediatamente sulla plancia personale, in uno degli spazi a disposizione, ma stando attenti a rispettare una serie di regole di piazzamento. Innanzitutto, una stanza non può avere spazi vuoti sotto di sé, secondo poi le carte seminterrato potranno trovare posto solo nelle due caselle loro dedicate, infine non si può ampliare nessuna stanza più di quanto indicato sulla carta stessa. Per capire questo terzo concetto, va specificato che ogni carta stanza rappresenta un certo tipo di locale (bagno, cucina, camera da letto, etc) ed è caratterizzato da un colore e da un valore massimo di carte dello stesso tipo che possono essere poste consecutivamente. Ad esempio la camera da letto è viola e può essere ampliata a massimo due carte affiancate tra loro. Nel momento che si raggiunge l'estensione limite di un tipo di stanza, questa è considerata chiusa e non ne potrà ospitare altre uguali vicino. Se non si può effettuare un regolare piazzamento (o non lo si vuole fare) è anche possibile girare a faccia in giù la carta in questione e metterla sulla plancia come stanza chiusa.
La partita procede allo stesso modo per 12 round finché tutti non abbiano disposto la loro ultima stanza, tuttavia in tutto questo entrano in gioco anche le carte speciali, le quali permettono di sovvertire in vari modi il normale svolgimento descritto. Innanzitutto ci sono le carte tetto che vanno accumulate nell'area loro dedicata (che, chissà perché, non è stata messa sul tetto della plancia) e possono garantire punti aggiuntivi a fine partita; anche gli aiutanti, una volta presi, potranno farci guadagnare qualche punticino in più in vari modi al termine dei giochi; gli utensili invece ci garantiranno delle azioni speciali, generalmente monouso, durante la fase della scelta delle carte (ad esempio il trapano ci fa scambiare una carta dal tabellone alla nostra plancia prima di effettuare la scelta); infine le carte arredamento ci permettono di prendere il relativo segnalino e di porlo su una delle nostre stanze, purché compatibile (ad esempio il baldacchino può andare solo in camera da letto): questo token ci farà ottenere un punto aggiuntivo alla fine della partita, tuttavia obbligherà a considerare chiusa la stanza che lo ospita, anche se più piccola della sua estensione massima.
Come detto, al dodicesimo round tutte le plance personali saranno riempite e si darà il via alla conta finale dei punti. Ogni giocatore ne guadagnerà un numero dipendente dalle stanze disposte e dalla loro grandezza (chiaramente più sono grandi, più valgono), cui andranno sommati quelli derivanti dai segnalini arredamento e quelli derivanti dalle carte tetto collezionate (3 in caso se ne posseggano almeno 4, che diventano 8 se sono dello stesso colore, con un ulteriore bonus di un punto per ogni finestra raffigurata su di esse). A ciò si assommeranno i bonus funzionalità (3 punti per il possesso di almeno un bagno per piano e altri 3 per una combinazione di cucina, bagno e camera da letto) ed eventuali altri bonus derivanti dagli aiutanti (ad esempio l'architetto garantisce che i bonus di funzionalità valgano 4 punti). Ovviamente chi avrà il totale più alto sarà dichiarato vincitore.

  

La casa non è che l’uomo esteriorizzato [Frank A. Parsons] (Esperienza di gioco)

Devo essere onesto, prima di giocare alla Casa dei Sogni avevo forti dubbi sul fatto che sarebbe stato facile gestire a colpo d'occhio le informazioni sulle carte, ma ammetto che mi sono ricreduto già giocando la prima partita. Non solo le carte stanza risultano chiare, leggibili e facilmente si riesce ad avere idea su cosa sia più utile cercare di "accaparrare" per sé, in più le illustrazioni catturano più volte lo sguardo e spesso mi sono trovato a cercare di allinearle nella maniera più precisa possibile per rendere continue le immagini delle stanze. Lo stesso non si può dire degli utensili e degli aiutanti: per quanto siano tutte disegnate diversamente, il fatto di aver indicato le abilità solo tramite testo non semplifica la vita e costringe a una continua consultazione delle stesse che, magari, con un foglio riassuntivo (ma ancora meglio con l'adozione di una simbologia) si sarebbe potuta evitare.
Al netto di questo però le partite si rivelano scorrevoli e rapide e più di una volta ho avuto voglia di inanellare più partite consecutive.
Dal punto di vista delle meccaniche, il gioco offre un'esperienza fondamentalmente basata sull'ottimizzazione della propria disposizione di stanze; l'interazione - totalmente indiretta - è abbastanza lasca e mai distruttiva, perfettamente in linea con i target dell'opera.
Come detto, la rapidità con cui si conclude una partita, spesso porta a giocarne subito un'altra e a cercare di far meglio, anche perché se da un lato l'anima prettamente tattica del gioco spinge a doversi arrangiare con quello che si ha, dall'altro difficilmente si risulta veramente a corto di soluzioni e, in più, un aiutante preso all'inizio della partita può costituire un fattore d'ispirazione sull'impostazione del resto della stessa.
Visto l'alto tasso di rigiocabilità, devo dire che le carte sono un po' pochine per garantire una sufficiente variabilità e quindi longevità, tuttavia il fatto che Asmodee Italia abbia inserito nella sua pipeline l'espansione Via dei Girasoli 156, mi fa ben sperare che questa piccola "mancanza" verrà presto colmata.

  

Non credo nel trasferirsi in un nuovo posto e replicare quello che hai lasciato. Dov’è il divertimento? [Andrew Fisher] (Considerazioni finali)

In definitiva, La Casa dei Sogni è un titolo semplice da imparare, dotato di ottimi materiali e di un curato impianto grafico in grado di renderlo appetibile a veramente un ampio ventaglio di giocatori, anche di più tenera età. Da questo punto di vista, devo dire che ha pienamente meritato il posto da finalista del GdA del 2017, tuttavia le carenze simbologiche e una non proprio immediata modalità di calcolo del punteggio finale, sono aspetti negativi che non possono essere ignorati. Di durata contenuta e dotato di un'ottima rigiocabilità, il titolo i presta benissimo a essere intavolato in una grande gamma di situazioni di gioco, tuttavia finché l'espansione annunciata non diverrà realtà, tende a una certa ripetitività specie se non si varia gruppo di gioco.

Pro

Ottimi materiali
Immediato da imparare
Altamente rigiocabile

Contro

Carenze simbologiche
Calcolo del punteggio finale un po' macchinoso
Poco longevo