Recensioni: Venice Connection

Signori del gioco astratto, levate gli sguardi assorti sulla plancia che avete dinanzi, le vostre tranquille serate stanno per smettere di essere tali. Tenetevi forte, perché tra i piccoli viottoli della Laguna è tornata a girare la Venice Connection!
Tranquilli, nessuna nuova gang di strada ha cominciato a rendere insicure le vie di Venezia, ma con piglio decisamente ardito e rampante, è tornata a far capolino una delle opere del celebre Alex Randolph e, nello specifico, Venice Connection.
 




  • Venice Connection
  • Autori: Alex Randolph
  • Editore: Oliphante 2
  • Genere: astratto, piazzamento tessere
  • Numero Giocatori: 2
  • Durata: 10 minuti
  • Dipendenza dalla lingua: nessuna(gioco completamente in italiano)
  • Illustratori: Kathi Kappler, Johann Rüttinger, Rolf Vogt

 

Ne è passata di acqua - è proprio il caso di dirlo - sotto i ponti dal lontano 1995, anno della prima apparizione italiana del prodotto intitolato allora The Venice Connection, edito dalla Venice Connection (realtà nata dalla mente di Randolph stesso insieme a Leo Colovini e Dario De Toffoli) e distribuito da Edizioni Unicopli. Ebbene, Oliphante 2 ha deciso di riprendere le fila del discorso - in seno al più esteso progetto di recupero di molti dei più riusciti titoli del "mitico" autore tedesco - permettendo al nostro Paese di poter finalmente giovare di una nuova edizione di questa piccola-grande scatolina, premiata nel 1996 con una speciale onorificenza di "bel gioco" allo Spiel des Jahres, localizzando una edizione originale a opera dei coreani della Open'n Play.
Dopo averlo giocato in lungo e in largo, eccoci pronti per parlarvene nella recensione che segue.

  

Così disposte ai due lati del canale, le abitazioni facevano pensare a luoghi naturali [Marcel Proust] (Materiali e confezione)

La confezione di Venice Connection reputo sfiori la perfezione quando si parla di titoli da viaggio. È al contempo infatti molto piccola e altrettanto solida e piacevole al tatto: adatta a essere riposta in moltissimi generi di alloggiamento visto che mantiene molto bene anche la chiusura. La copertina è minimal, ma comunque non trascurata nella linea e gradevolmente composta. Aprendola - non senza una certa difficoltà - troviamo il foglietto delle regole e un vassoio di plastica nera sul quale è ricavato l'alloggiamento delle 16 tesserine di cartone pressato. Queste sono di fattura perfettamente adatta alle necessità di gioco, con finitura telata e illustrate su entrambe le facciate con i disegni originali delle vecchie edizioni. Onestamente, la semplicità di questi ultimi non stona con le finalità del prodotto, né lo fa apparire datato; inoltre ogni tesserina è diversa dalle altre, il che non è scontato se si pensa che queste raffigurano tratte di canale idealmente della laguna di Venezia, dritte su una faccia e ad angolo sull'altra.
Insomma, nella loro semplicità i materiali sono pregevoli e, forse, l'unica pecca risiede nella difficoltà riscontrata nell'apertura della scatola che magari, con l'adozione di un paio di sagomature sul coperchio o replicando il "concept" della confezione dell'edizione coreana, sarebbe stata alleviata.

  

Venezia; beltà lusingatrice e ambigua [Thomas Mann] (Descrizione del gioco)

Venice Connection si compone di pochissime regole. Sostanzialmente i due giocatori in competizione si devono alternare nel posizionare tesserine sul tavolo in numero di una, due o tre, a scelta, rispettando alcune piccole restrizioni. Innanzitutto, a parte la primissima, ogni tessera deve toccare almeno un lato di un'altra già disposta; secondo poi le tile giocate devono essere tangenti anche tra loro; infine - in caso si scelga di disporne tre - queste dovranno anche essere allineate. È sottinteso poi che l'orientamento delle tesserine dovrà essere coerente con il disegno: quindi le mosse valide saranno soltanto quelle che faranno corrispondere i lati di caseggiato tra loro, oppure che manterranno la continuità del canale. Detto in altri termini: non si può mai interrompere il percorso dell'acqua.
Se, in qualsiasi momento, uno dei rivali riesce con una mossa a chiudere il percorso del canale - si badi bene, deve essere un unico percorso chiuso formato da tutte le tessere piazzate fin lì sul tavolo - allora si aggiudica la sfida. In alternativa, qualora ci si renda conto che la chiusura del "loop" è divenuta impossibile con le tessere rimaste, lo si può dichiarare rinunciando di fatto a effettuare altri turni, ma vincendo nel caso in cui l'avversario non riesca effettivamente a completare il percorso con le mosse rimaste tutte per lui.

  

A Venezia, quando c’è la luna, par di passeggiare in una acquaforte [Carlo Dossi] (Esperienza di gioco)

Come le ciliegie, una partita a Venice Connection porta immancabilmente a gustarsene una successiva. La brillantezza del gioco e la sua durata, che mai eccede i 10 minuti, lo portano a essere protagonista di accesi testa a testa di cui veramente con difficoltà si riesce determinare la fine.
Una volta spiegato e mostrato qualche esempio di gioco, che reputo quanto mai necessario per far comprendere bene le restrizioni di piazzamento, è un piacere poter assistere alla crescente complessità che si sviluppa di partita in partita, che va di pari passo con il bagaglio di esperienza accumulato sul gioco.
Il titolo, al pari con molti dello stesso genere, punisce molto infatti la differenza di partite pregresse tra i giocatori, ma la sua brevità fa sì da non far demordere lo sconfitto, portandolo al contrario a voler ricominciare. Più volte infatti ho notato la proverbiale "lampadina" che si accendeva nella mente di chi lo provava, allorché si rendeva conto di aver perso, perché si stava già pregustando la rivincita.
E' però in sfide tra veterani che la vera complessità emerge da questo semplice mazzo di 16 tessere. Questo nasconde infatti un inaspettato quantitativo di variabili con cui si deve inevitabilmente fare i conti per impostare ragionamenti sul lungo termine, che a conti fatti è l'unico modo per evitare di restare alla mercé dell'avversario. Venice Connection premia infatti chi riesce meglio a studiare lo spazio delle possibilità, ma rende il compito tutt'altro che agevole inserendo ulteriori variabili da controllare, costituite dalla topologia delle tessere e dal fatto che non sempre vengono usate tutte in una partita. Scordatevi quindi schemi e configurazioni fisse di gioco: qui l'analisi passa attraverso una fitta nebbia; se mi consentite il paragone, è come una partita a tris in cui la griglia assume una conformazione sempre nuova durante il suo svolgimento.
Ciò porta, tra i tanti aspetti pregevoli, anche quello di permettere sfide sempre diverse tra loro anche alla lunga e tra i medesimi rivali.

  

È il posto più romantico del mondo ma ancora meglio quando non c’è nessuno [Woody Allen] (Considerazioni finali)

Un piccolo gioiellino questo Venice Connection! Racchiuso in un contenitore minuto e di fattura solida c'è un vastissimo ed eterogeneo "spazio di gioco" che, in un attimo, permette di inanellare una sfida dopo l'altra senza soluzione di continuità.
Se amate gli astratti, questo è un titolo che non potete assolutamente lasciarvi scappare, intavolabile con chiunque e dalla longevità senza eguali, riesce a soddisfare sia i neofiti - i quali riescono tangibilmente a percepire i loro miglioramenti volta dopo volta - sia gli esperti, che vedono aprirsi davanti a loro un mare di alternative strategiche, per un sorprendentemente alto tasso di soddisfazione ludica.

Pro

Materiali di gioco eleganti e funzionali
Divertente e appagante per giocatori di ogni livello di esperienza

Contro

La scatola ha piccole pecche di ergonomia