Recensioni: Brothers

Il mondo di Dofus è un brulicante scrigno di opportunità, dove in tanti svolgono le più disparate attività e, spesso e volentieri, addivengono a tesi scontri. Ma pochi sanno che nelle tranquille - si fa per dire - pianure di Cania, ogni volta che la primavera comincia a fare capolino, due fratelli allevatori iniziano un serratissimo testa a testa volto a ricavare spazio per sistemare i recinti per le proprie bestiole.
Recentemente uscito dalla "fucina" targata Ankama, Brothers è un piccolo ma interessante titolo di piazzamento tessere la cui "anima" astratta viene pregevolmente ornata graficamente da Xavier Houssin di modo da calarlo perfettamente nel setting del celebre MMORPG Dofus della (non solo) software house francese. L'idea è di Cristophe Boelinger, autore transalpino noto per titoli come Earth Reborn, Archipelago e Dungeon Twister.
Ma seguitemi, andiamo a scoprire più in dettaglio di cosa stiamo parlando.




  • Titolo: Brothers
  • Autori: Cristophe Boelinger
  • Editore: Ankama
  • Genere: piazzamento tessere, astratto
  • Numero Giocatori: 2 e 4
  • Durata: 15 minuti
  • Dipendenza dalla lingua: nessuna
  • Illustratori: Xavier Houssin

L'erba di Cania è sempre la più verde (Materiali e confezione)

La scatola di Brothers è piccolina, ma ben curata e pregevolmente illustrata, sia ovviamente sul coperchio - dove raffigura perfettamente la simpatica "gara" tra i due sgomitanti pastori e le rispettive greggi - sia al suo interno con piccoli scorci agresti di Cania. Lo stile del tratto, ça va san dire, richiama fedelmente quello del videogame online e ben si presta a "vestire" i materiali di gioco, donandogli il giusto appeal senza sacrificarne la leggibilità e l'ergonomia.
Aprendo la confezione, ci troviamo i due regolamenti, inglese e francese ciascuno da 8 pagine totali, e il resto dei materiali, costituiti molti fogli di fustella spessa e resistente nei quali sono ricavate 12 tessere recinto lineari, per i Wabbits, altrettante fate a L, per i Gobballs, oltre a una dozzina di tessere prato di varie forme, ciascuna elegantemente suddivisa in quadrati, distinguibili per le diverse sfumature di verde adoperate.
Una volta defustellato il tutto, devo dire che la scatola diventa anche un pelo sovrabbondante, lasciando un po' troppa mobilità al cartone, tuttavia questo è sufficientemente spesso e di qualità da non risentirne in  alcun modo.

  

I Wabbit amano recinti stretti e lunghi… (Descrizione del gioco)

Il regolamento di gioco è semplicissimo e si spiega in un attimo: in sostanza, ciascun giocatore prende le mansioni di un pastore e dovrà sistemare al meglio le recinzioni per i propri Wabbit, una sorta di conigli turchesi, o quelle dei Gobball, delle "palle" di lana che vagamente ricordano pecore con un accenno di corna bluastre. Dunque all'inizio i contendenti prendono le 12 recinzioni che gli spettano e si preparano ad allestire il campo di battagl…ehm, il pascolo. Le 12 tessere prato vengono infatti scelte dai giocatori, una a turno per contendente iniziando da quello che possiede i wabbit, e vengono disposte a formare il terreno di gioco, con l'unica regola che ognuna va piazzata a contatto di almeno un quadrato con un'altra già messa.
Composto il pascolo, è dunque il momento di piazzare i recinti con all’interno i propri animali. Ancora una volta quindi, a partire dal pastore di wabbit, si pongono le proprie tesserine sul prato in un'alternanza di turni che prosegue fintanto che uno dei due giocatori non ha più mosse valide da compiere. Questo perché il piazzamento dei recinti deve esser fatto precisamente su quadrati di prato e non può né coprire buchi, né sbordare da esso, né tantomeno sovrapporsi ai recinti dell'avversario.

  

Dunque, quando uno dei due contendenti non potrà più piazzare ulteriori suoi recinti, semplicemente smetterà di farlo, consentendo al rivale di continuare finché potrà. Quando entrambi avranno terminato le mosse, ciascuno subirà punti di penalità per ogni tessera recinto che non è riuscito a piazzare, pari a due per recinto, per quanto riguarda i wabbit, e a uno per recinto per quelli dei gobball. Dopodiché si inizia daccapo un nuovo testa a testa scambiandosi le greggi e, alla fine del secondo calcolo delle penalità, chi ne avrà accumulate di meno sarà il vincitore. In caso di parità, avrà la meglio colui il quale avrà subito meno penalità da possessore di wabbit e, se ciò non dovesse dirimere la questione, la partita sarà considerata patta.
Il regolamento permette anche di giocare in quattro, semplicemente dividendosi in squadre disposte alternate a giro di tavolo, che dispongono a turno il prato e che si dividono equamente i recinti da piazzare, ma che non potranno assolutamente comunicare tra loro per concertare tattiche. In compenso potranno lamentarsi degli errori del proprio compagno.

  

…ma la lana dei Gobball cresce meglio se chiusi in una "elle" (Esperienza di gioco)

Se dovessimo tracciare le caratteristiche principali dei trend ludici del momento, quella del successo dei giochi astratti sarebbe certamente una delle più prominenti. Ankama lo ha capito e, con Brothers, cavalca quest'onda in maniera intelligente, proponendo un gameplay semplice e un setting che tenta di fare sinergia con uno dei suoi prodotti di più grande successo. Dati questi presupposti, è chiaro che l'editore francese punta a neofiti o casual gamer, possibilmente strizzando l'occhio agli appassionati di Dofus.
Il gioco si spiega infatti veramente in un momento e altrettanto rapidamente si svolge, portando immancabilmente a voler giocare varie partite consecutive per esplorare le varie tattiche possibili. Man mano che vi si prende confidenza, infatti, si capisce che alcuni comportamenti sono più premianti di altri e che la tattica risiede tanto nella disposizione del prato, quanto in quella dei recinti. Non voglio fare considerazioni di tattica in questa sede - anche per non togliere il piacere della a scoperta ai lettori - ma mi limiterò a dire che la forma dei recinti denoterà obiettivi diametralmente opposti per i giocatori e il fatto di ostacolarsi vicendevolmente può veramente rappresentare l'arma in più. Ovviamente, il teatro della sfida è molto ampio e vario da non consentire di impostare strategie dettagliate sul medio-lungo periodo, pertanto bisognerà fare affidamento principalmente sulle proprie capacità di reazione e di lettura dell'avversario.
È chiaro che, intavolato con giocatori più avvezzi, Brothers paghi questa sua semplicità che lo rende un po' ripetitivo alla lunga, tuttavia - intavolato di quando in quando - offre anche a loro una sfida abbastanza tirata e coinvolgente a tempo di record.

  

Questo prato non è abbastanza per tutti e due (Considerazioni finali)

Con Brothers, Ankama propone un titolo che non nasconde di voler attrarre soprattutto neofiti e casual gamer, possibilmente sfruttando l'immaginario di Dofus come un amo per pescare nei milioni di appassionati del MMORPG della casa francese. Fuori da questo però, il titolo è comunque un astratto tutto sommato grazioso, con materiali di ottima qualità e con un gameplay estremamente tattico, in grado di dar luogo a testa a testa molto serrati e che possiede un'elevata rigiocabilità, specie tra i meno avvezzi. Chiaramente, come spesso accade con titoli così lineari, a soffrirne è soprattutto la longevità, tuttavia se intavolato cum grano salis, può essere apprezzato anche da chi è più esperto.  Lo scorso giugno 3 Emme Games ne ha annunciato l’edizione italiana, non ci resta che confidare che la scatola localizzata arrivi presto sui nostri scaffali.

Pro
- Ottimi materiali e grafica
- Sfida molto breve e coinvolgente

Contro
- Poca longevità