Recensioni: Dungeons & Dragons Starter Set: Stranger Things

Sto intraprendendo un viaggio di curiosità. Questi libri sono le mie pagaie. Ho bisogno delle mie pagaie!”. Questo dice Dustin alla bibliotecaria della scuola in Stranger Things. E cosa succede quando il gioco di ruolo più famoso del mondo incontra la serie televisiva del momento? Che anche noi troviamo nuove pagaie per il nostro viaggio di curiosità: ecco a voi Dungeons & Dragons Starter Set Stranger Things. Troveremo la strada in questa nuova scatola, o resteremo intrappolati nel Sottosopra?




  • Titolo: Dungeons & Dragons Starter Set: Stranger Things
  • Autori: n/a
  • Editore: Wizards of the Coast, Hasbro
  • Genere: gioco di ruolo
  • Numero Giocatori: 3-6
  • Durata: 120 minuti
  • Dipendenza dalla lingua: elevata (disponibile solo in inglese)
  • Illustratori: n/a

La quinta edizione di D&D non è nuova agli starter set. A partire dal primo, pubblicato appena prima dell’uscita dei manuali, fino all’imminente Essential Kit, che è una sorta di D&D in scatola con tanto di schermo del master e di mappe. Questo Starter Set di Stranger Things è certamente un’introduzione al padre di tutti i gdr che saprà avvicinare al gioco anche chi ancora non l’aveva provato (non solo per via del fatto che D&D gioca un ruolo importantissimo nella serie di Netflix). Ma sarà all’altezza degli altri prodotti della Wizards of the Coast? Andiamo a scoprirlo.

  

C’era una volta una scatola rossa (Materiali e confezione)

Il primo tocco di classe di questo set, in effetti, è proprio la scatola: a parte l’illustrazione tratta da Stranger Things e il logo della serie TV, ci troviamo davanti a una copia (enormemente più robusta) della vecchia e famosissima “scatola rossa”, consunta dall’uso e con tanto di crepe e grinze (disegnate, ovviamente). Una parte del coperchio è trasparente, per permettere di vedere una miniatura del Demogorgon. Aprendo la scatola troviamo un blister in plastica leggera che contiene le due miniature del Demogorgon: una dipinta e l’altra no; la plastica delle miniature è decisamente morbida e tutto sommato il lavoro pittorico sulla versione dipinta non è eccellente (non che il mostro in sé sia particolarmente variopinto). Insieme alle miniature c’è una busta in plastica contenente sei dadi poliedrici blu marmorizzati, identici a quelli dello starter set originale. Sotto c’è un separatore in cartoncino rosso, che nasconde il resto del contenuto: due libri e 5 schede di personaggi precompilate. Il libro delle regole è ben curato, riepilogando il regolamento di D&D (può essere anche usato come reminder per qualche regola che col tempo ci è sfuggita “dal tavolo”), e pieno di foto tratte dalla serie Netflix. Oltre alle regole, troviamo tre appendici, che descrivono oggetti magici, mostri e condizioni. Il libro dell’avventura presenta invece Hunt for the Thessalhydra, la campagna che Mike Wheeler fa giocare ai suoi amici, ed è stampata proprio come se fosse un’avventura scritta da un ragazzo su un tipico quaderno a righe, con tanto di “M” colorata a pastelli sulla copertina, e con disegni, mappe e note di Wheeler su come condurre la partita. Infine ci sono 5 schede dei personaggi, tutti di livello 3: un ranger, un paladino, un bardo, un chierico e un mago; spicca l’assenza di una scheda del personaggio vuota, che invece era inclusa nello starter set originale. Ogni scheda riporta sul retro notizie e statistiche su razza, classe e background del personaggio, e anche cosa accade quando si passa al 4° e al 5° livello.

I materiali, come dicevamo, sono di buona qualità, e piaceranno moltissimo ai fan di Stranger Things per le foto, le immagini, e un po’ (davvero poca, però) di “lore” nel libro dell’avventura. I dadi sono bilanciati e molto belli da vedere, anche se avrei preferito fossero diversi da quelli dello starter set. L’unica caduta sui materiali è nelle due miniature, perché sono di plastica un tantino troppo morbida; ma tutto sommato restano un simpatico oggetto da collezione.

  

Le regole del Sottosopra (Descrizione del gioco)

Sulle regole c’è davvero da dire poco: si tratta, dopotutto, della quinta edizione di Dungeons & Dragons, per cui posso rimandarvi alle nostre recensioni sia del primo starter set che del Player’s Handbook. Non ci sono regole per la creazione dei personaggi, esattamente come accadeva nel primo starter set, quindi manca completamente la descrizione di razze e classi (qualche nota, come dicevamo, si trova sulle schede dei personaggi, ma nulla di più). Naturalmente, essendo disponibile gratuitamente e online l’intero set di regole di D&D 5, le parti mancanti si recuperano facilmente lì.

Il manuale delle regole si divide essenzialmente in quattro sezioni più tre appendici. Il primo capitolo è dedicato alla descrizione del gioco e dei sei attributi, e alla spiegazione delle meccaniche base, in primo luogo il check col d20. Nel secondo capitolo troviamo una rapida ma esauriente spiegazione del funzionamento del combattimento, degli attacchi, e dei danni. L’equipaggiamento, gli spostamenti e le ricompense sono descritte nelle pagine di cui consta il terzo capitolo, mentre nel quarto troveremo tutto ciò che serve per lanciare incantesimi, inclusa la loro descrizione. Le tre appendici, come accennato prima, descrivono invece gli oggetti magici, i mostri e le condizioni (stordito, paralizzato, etc.). Il manuale è senza dubbio chiaro anche se estremamente conciso, sufficiente comunque a imparare i rudimenti del gioco, sia da personaggio che da dungeon master.

Sull’avventura, che consta di una trentina di pagine scritte con caratteri molto grandi non farò spoiler se non che la trama è quella che vediamo giocare ai ragazzi in Stranger Things, nella loro caccia alla terribile Thessalhydra, e che ci sarà anche il Sottosopra. Quel che però posso dire è che siamo davanti più a un’avventura one shot che a una campagna: un gruppo determinato potrebbe addirittura finirla in poco più di due ore di gioco. Davvero troppopoco rispetto a Lost Mine of Phanedelver, che era invece di 50 pagine e che a detta di molti è tutt’oggi una delle migliori avventure ufficiali pubblicate dalla WotC.

  

Dungeons & Dragons & Netflix (Esperienza di gioco)

Giocare a D&D è sempre un’esperienza, ma va specificato che anche in questo set introduttivo sarà il mondo fantasy a farla da padrone, e i riferimenti a Stranger Things sono nel “metagioco”: l’avventura l’ha scritta Mike Wheeler, alcuni dei personaggi sono quelli che usano gli altri ragazzi della serie, e (spoiler alert!!!) c’è anche la possibilità di incontrare il Demogorgon – quello della serie, non l’originale demone di D&D, per fortuna. Quindi se vi aspettate un gdr nel mondo di Stranger Things, non è quel che troverete.

L’avventura è divertente e molto piacevole, e per quanto sia un po’ impegnativa, permette di usare molti degli elementi che si useranno in avventure future: ostacoli, trappole, pericoli, mostri, npc, tesori, e quant’altro, inclusi elementi ambientali e descrittivi, e un bel po’ di roleplay, incoraggiato anche nel manuale stesso. Per il resto, è una partita a D&D che sa davvero tanto di vecchia scuola: calzante è il paragone con la scatola rossa che la copertina di questa imita così bene.

  

E domani si torna a scuola (Considerazioni finali)

D&D Starter Set: Stranger Things mi lascia perplesso. Come oggetto collezionabile ha il suo valore, e se vi piace la serie di Netflix è una ragione in più per prenderlo. Ma dato il costo, se vi interessa acquistare uno starter set di D&D e non vi importa del Demogorgon vi consiglio caldamente di andare su quello originale: la campagna ivi inclusa è decisamente superiore sia come durata che come complessità, e il materiale presentato è di più, il tutto a un prezzo decisamente inferiore. Tuttavia Hunt for the Thessalhydra mi è piaciuta come avventura, e mi ha ricordato i miei primi tentativi di scrivere campagne per D&D: lo stile è quello (e, ammetto, la cosa mi ha piacevolmente sorpreso), ed è stato un tuffo nel passato non da poco; ciò potrebbe rappresentare un altro valore aggiunto per mirare a questa scatola. Sarebbe stato bello ampliare l’avventura e la zona in cui si svolge, e magari scrivere delle ulteriori idee, che di certo non mancheranno comunque ai DM più navigati, ma che stavolta avrebbero potuto essere più “localizzate” nel mondo inventato da Wheeler.

Per concludere questa breve recensione, ribadisco che Stranger Things Starter Set è più un oggetto da collezione, soprattutto se paragonato allo starter set originale o all’Essential Kit in uscita a settembre; tuttavia se vi piace il telefilm, e non disprezzate una partita one shot che vi faccia tornare agli anni ’80, vale la pensa senza dubbio prenderlo. Dopotutto, come dice Jonathan, “Perché vuoi essere normale? Essere come tutti gli altri? Essere strani è meglio.”

Pro
- Buona qualità dei componenti
- Introduzione “d’eccellenza” al gioco di ruolo più famoso del mondo
- Due miniature del Demogorgon!

Contro
- L’avventura è scarna e troppo breve
- Forse iniziare già dal terzo livello per chi è alle prime armi è un po’ pesante
- Il rapporto qualità/prezzo rispetto allo starter set originale lo mette in svantaggio netto