Battlelands: Aftermath edition - La terra dopo l’uomo
Data: Venerdì 28 giugno 2019
Argomento: Giochi da tavolo


Si racconta ancora tra i membri del nostro clan di quei terribili giorni. Noi non c’eravamo e nemmeno i nostri genitori, ma è come se ci fossimo stati. Non sappiamo cosa sia accaduto, non avevamo la capacità di discernere, di capire… ma i giganti svanirono tutti. Le loro enormi città, rumorose, puzzolenti, eppure piene di oggetti interessanti, ora sono vuote e silenziose, mentre la vegetazione le ha riconquistate metro dopo metro. Ma oggi non abbiamo tempo di ammirare i vuoti resti di quella razza, perché i nostri nemici stanno cercando di conquistare la fontana dei piccioni! Se solo i criceti sui pattini riuscissero ad arrivare in tempo alla battaglia...



Ebbene sì: l’umanità se n’è andata, con gran sollievo dell’intero pianeta. Le meraviglie tecnologiche che si è lasciata indietro sono per lo più resti privi di funzioni, grandi monumenti silenziosi alla conferma del paradosso di Fermi. Ma ora sono gli altri animali a comandare, in particolare i roditori (non ci sembra tanto assurdo, eh?) – e a battersi per recuperare quanto resta della civiltà umana! Questo è Battlelands: Aftermath edition, un gioco di Jerry Hawthorne e Andrea Mezzotero, che uscirà in autunno per la Plaid Hat Games. In questo titolo, da 3 a 5 giocatori comanderanno truppe di animali che si scontreranno per controllare aree specifiche delle relitte città degli umani, alla ricerca di materiali e oggetti preziosi, ma in scala. Una penna può diventare una leggendaria lancia, una pistola per colla un devastante pezzo di artiglieria, e un pattino a rotelle un inarrestabile carro armato! Alla fine della guerra, chi avrà raccolto più rottami (scrap, che sono i punti del gioco) sarà il vincitore.

Battlelands è un gioco di carte dai meccanismi davvero molto semplici che riprende l’ambientazione del loro più recente adventure book game, ovveroAftermath. Le illustrazioni su di esse ricalcano lo stile di Mice & Mystics (con Hawthorne come autore la cosa invero non ci meraviglia), e sono di diversi tipi, che vediamo brevemente di seguito. Abbiamo 9 territori, carte che rappresentano le aree per le quali si combatterà, alcune delle quali con un simbolo che indica una missione segreta (ne vedremo tra poco l’uso), e tutte con un valore in punti (scrap); ci sono poi 42 unità, i soldati roditori che potremo controllare di volta in volta, appartenenti alle sette fazioni del gioco, e caratterizzati dal tipo di unità (mischia o tiro) definito fila, da un valore di forza, e da un’abilità speciale che può essere attiva o non attiva (vedremo più avanti cosa vuol dire); ci sono poi 27 oggetti (e tra di essi troviamo pure dei mercenari), che vanno assegnati alle unità, e che ne modificano la forza, forniscono abilità aggiuntive, e hanno anche un valore di scrap; infine troviamo 5 Missioni segrete, e una carta primo giocatore.

Una partita a Battlelands dura due Guerre, ciascuna divisa in tre battaglie, ed è piuttosto semplice da preparare: si mescola il mazzo dei territori, e se ne piazzano tre coperti sul tavolo. Accanto a ciascuno si posizionano poi carte oggetto a faccia in giù, in numero pari a quello dei giocatori meno uno (p.es., in tre giocatori ci saranno due carte) a formare una fila. Ognuno sceglie una fazione e ne raccoglie le sei carte unità a formare la propria mano, mentre quelle non usate vanno rimesse nella scatola, e riceve poi una carta Missione segreta. Tutto è pronto per iniziare: il primo giocatore, che sarà il più vecchio al tavolo, riceve la relativa carta.

Ogni battaglia viene giocata in tre fasi. Nella prima, Rivelare la battaglia, si gira la prima carta territorio coperta in alto, e le relative tre carte oggetto; qualora il territorio riporti il simbolo della missione segreta, ogni giocatore deve giocare, coperta, una carta dalla propria mano piazzandola sotto la sua carta Missione segreta. Iniziano quindi i Turni dei giocatori: ciascuno ha la possibilità di giocare una carta dalla propria mano, posizionandola a destra del territorio, se un’unità, oppure sotto alla sua unità più a destra, se è un oggetto (tenendo presente che le unità di mischia vanno in una fila e quelle da tiro in un’altra); in alternativa il giocatore può decidere di passare: in questo caso non avrà più possibilità di giocare carte, ma prenderà la carta oggetto di valore scrap più basso tra quelle accanto al territorio disputato. Quando tutti i giocatori avranno passato (è da notare che l’ultimo che lo fa non può raccogliere oggetti dato che non ce ne saranno più), si passa all’ultima fase, la Risoluzione della battaglia: ognuno somma la forza di tutte le sue unità in gioco, e chi ha il valore più alto prende la carta territorio e la posiziona coperta dinanzi a sé. Poi tutte le carte usate vengono scartate, e si inizia una seconda battaglia dallo svolgimento identico. Alla fine della terza battaglia i giocatori recuperano i propri scarti, e iniziano la seconda Guerra; una volta combattute le relative tre battaglie, si contano i punti scrap in proprio possesso, e tutti rivelano anche le carte sotto la propria Missione segreta: chi ha più forza in questa speciale classifica guadagna altri tre scrap, mentre chi ne ha di meno ne perde altrettanti. Il vincitore sarà quindi chi ha più scrap totali.

Le meccaniche di Battlelands sono decisamente semplici, e richiamano molto da vicino quelle di Smash Up della AEG, ma il gioco sembra più rapido e meno soggetto all’effetto caos che è il trademark di quel titolo. L’ambientazione è molto ben resa dalle illustrazioni, per quanto l’esperienza di gioco probabilmente non la restituisce granché, ma da quanto abbiamo potuto leggere Battlelands ha dalla sua la rapidità e la tensione di scontri veloci e sul filo del rasoio, con in più la complicazione delle missioni segrete: tre punti possono sembrare pochi, ma l’idea di perderne altrettanti può essere poco piacevole e portare a una sconfitta per un’incollatura, come si dice. Battlelands è preordinabilesul sito della Plaid Hat a un prezzo di 15 dollari, e come dicevamo sarà in uscita in autunno. Attendiamo quindi una prova su strada di questo nuovo gioco di scontri tra roditori, e nel frattempo affiliamo le nostre stilografiche e oliamo le ruote dei pattini: ci sarà da combattere per quella vasca dei piccioni!







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